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Esperienza sulla decomposizione del detrito di cannuccia palustre (phragmites australis) in un ecosistema acquatico attraverso l’uso della “tecnica dei pacchi fogliari”

La foglia che cade dall’albero ha completato il suo ciclo vitale, ma continua il suo percorso naturale attraverso un processo che porta alla liberazione di quei piccoli “mattoncini”, i nutrienti, che costituiscono tutta la materia vivente. Tutto questo accade non solo alle foglie, ma a tutti gli animali ed ai vegetali nel momento in cui muoiono, portando alla liberazione dei nutrienti che servono agli organismi autotrofi per costruire nuova materia organica cioè nuove piante che verranno mangiate dagli erbivori e così via.

Poter osservare come tutto questo si realizza non è difficile e scoprirai come tanti piccoli organismi a noi poco noti “lavorano” ininterrottamente per smaltire e riciclare i “rifiuti” degli ecosistemi naturali (la materia organica morta) e come questi organismi possano essere anche molto sensibili alle alterazioni che l’uomo talvolta causa agli ecosistemi.

L’esperienza che ti proponiamo riguarda la decomposizione del detrito di origine vegetale ossia di foglie di cannuccia palustre e la tecnica che seguirai è la “tecnica dei pacchi di foglie”. Ricorda che ogni pacco di detrito di foglie costituisce il tuo campione di lavoro che, quando sarà messo in acqua, verrà colonizzato da molti piccoli organismi invertebrati che mangiano il detrito e che devi aver cura di non perdere e non danneggiare in modo da poterli osservare. Inoltre, ricordati di riportare tutti gli organismi in natura dopo l’esperienza didattica.

Obiettivi:

1) Avvicinare i ragazzi al concetto di riciclizzazione della materia attraverso osservazioni ed esperienze dirette;

2) acquisire tecniche e conoscere strumenti per il campionamento;

3) conoscere molti piccoli organismi che vivono sul fondo degli ecosistemi acquatici, imparare a distinguerli tra loro e ad apprezzarli pur non osservandoli comunemente in natura;

4) essere in grado di passare dall’osservazione, che ci permette di vedere qualitativamente un processo, alla elaborazione dei dati raccolti che ci permette di quantificarlo per misurarne anche la sua importanza;

5) diventare consapevoli che tutto ciò che è vivente e che osserviamo in natura non si crea dal nulla, ma rientra in un percorso comune a tutti gli organismi, che è la riciclizzazione della materia organica.

Classi:

I, II, III
Si lavora in gruppi di 4-5 alunni con il materiale necessario sia per il campionamento che per le fasi di lavoro in classe.

L’esperienza consta di due fasi principali di lavoro: una prima fase di preparazione e trasferimento in natura dei pacchi di detrito fogliare, ed una seconda fase di campionamento dei pacchi ed analisi del materiale in classe. E’ consigliabile che la prima fase sia realizzata direttamente dall’insegnante magari con il supporto dell’oasi WWF o del parco naturale più vicini.

Materiali:

(se avete difficoltà a trovare il materiale elencato vi proponiamo, in fondo all’esperienza, delle alternative di facile reperibilità)

  1. un pezzo di spago lungo 25 metri

  2. cartoncini di forma rettangolare (10x5 cm)

  3. pennarello, spillatrice

  4. carta quadrettata

  5. scheda rilevamento dati

  6. righello

  7. barattoli ed etichette per la raccolta dei campioni

  8. lente di ingrandimenti e macchina fotografica.

I fase di lavoro

- foglie essiccate di cannuccia di palude (Phragmites australis)

- cesoie, contenitori in plastica, guanti in lattice

- bilancia con accuratezza pari a 1 g

- forbici, rete in nylon, corda in nylon, per costruire i pacchi di foglie, che utilizziamo come campioni per studiare la decomposizione del detrito vegetale

- contenitori in plastica, buste in plastica, corda in nylon, forbici, piccoli galleggianti, piccole zavorre, stivali alti o salopette, per il trasferimento e la sistemazione dei pacchi di foglie in natura

II fase di lavoro

- buste in plastica, forbici, bacinelle bianche in plastica, stivali alti o salopette per il prelievo dei pacchi di foglie

- barattolini in plastica trasparente con coperchio, etichette, pipette Pasteur in plastica, pinzette in plastica, pennellini, carta bibula, lampada con lente di ingrandimento, (binoculare se disponibile), matita, block-notes, citrosodina, piastre petri di dimensioni medie, spruzzette, carta stagnola, pennarelli indelebili, carta assorbente per il lavoro di manipolazione dei pacchi di foglie in classe

Come operare:

IN NATURA

I fase di lavoro

a) preparazione dei pacchi di detrito di foglie e trasferimento in natura

Pesate gruppi da 3 grammi di foglie di P. australis tagliate ed essiccate al sole per una settimana o in stufa (60°C per 3 giorni). Riponete ciascun gruppo di foglie all’interno di rete in nylon (0.5x0.5cm di luce, se possibile), che bisogna poi annodare da entrambi i lati. I pacchi di detrito, così preparati, devono essere sistemati in file di almeno tre pacchi, utilizzando la corda in nylon e lasciando alle due estremità una lunghezza di corda con cui ancorare i pacchi in acqua. Ad ogni fila legate un galleggiante ed una piccola zavorra, in modo che i pacchi vadano sul fondo acquatico. Riponete ogni fila in un contenitore di plastica rigido per il trasporto in natura dove sarà rilasciata in un punto di campionamento che possiamo identificare con un numero da scrivere sul galleggiante. I pacchi di detrito devono restare in acqua per almeno una settimana. Se gli alunni formeranno più gruppi di lavoro, è conveniente preparare una fila di pacchi per ciascun gruppo e scegliere più punti di campionamento in natura.

II fase di lavoro

b) raccolta dei campioni (pacchi di detrito vegetale)

Materiale per ciascun gruppo: 3 buste in plastica, forbici, bacinelle in plastica, 3 etichette con indicate il numero del punto di campionamento e l’identificativo del pacco (es. punto 1 pacco A; punto 1 pacco B, punto 1 pacco C), stivali alti o salopette.

Attività: tagliate la corda ai due lati di un pacco e poggiatelo nella bacinella con un po’ d’acqua facendo attenzione a non far cadere gli animali che ci sono sulle foglie; versate tutto in busta, annodate e attaccate l’etichetta preparata. Fate la stessa cosa con gli altri pacchi. Recuperate galleggiante e zavorra e portate tutto in classe.

IN CLASSE

c) pulizia dei campioni

Materiale per ciascun gruppo: barattolini in plastica trasparente con coperchio, etichette, pipette eur in plastica, pinzette in plastica, pennellini, carta bibula, lampada con lente di ingrandimento, (binoculare se disponibile), matita, block-notes, citrosodina, piastre Petri di dimensioni medie, spruzzette, carta stagnola, pennarello indelebile, carta assorbente per le mani.

Attività: riponete ogni pacco di detrito in una bacinella insieme con l’acqua, tagliate la rete, ripulite le foglie di cannuccia e riponetele sulla carta bibula, prendete tutti i piccoli animali e riponeteli nei bicchieri con un po’ d’acqua. Ponete gli animali nelle piastre petri, raggruppando quelli uguali tra loro, osservateli con la lente di ingrandimento e se avete difficoltà potete utilizzare un pizzico di citrosodina in acqua per addormentarli. Contate tutti gli organismi di ogni pacco di foglie ed anche tutti i gruppi di organismi che sono uguali o molto simili tra loro (specie). Annotate ogni cosa per ciascun pacco. Riponete le foglie in vaschettine che costruite con la carta stagnola, etichettatele con il nome del pacco e se avete la possibilità mettetele in stufa (60°C per un paio di giorni) o lasciatele essiccare al sole in un luogo asciutto per qualche giorno, poi le ripesate.

Cosa osservare:

1) Utilizzando i dati raccolti sugli organismi trovati su ogni pacco calcola:

l’abbondanza (il numero totale di individui su ogni pacco)

la diversità della comunità (numero di gruppi differenti contati per ogni pacco)

la media tra pacchi di ogni fila sia per l’abbondanza che per la diversità

2) Utilizzando le foglie di ogni pacco calcola:

la variazione in peso (differenza tra peso iniziale [3 g] e peso finale)

Punto di campionamentoPacco N° individuiN° taxa Peso pacco (g)
     
     
     
     
     

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Confronto tra i risultati dei gruppi di lavoro:

a) Ci sono pacchi con abbondanza o diversità più alta? Se sì, sono tutti appartenenti alla stessa fila?

b) Ci sono punti di campionamento con abbondanza o diversità medie molto basse? Se sì, cerca di verificare se si trovano in una zona particolare (es. inquinata, stressata etc.) dell’ecosistema.

c) Osservi una diminuzione in peso dei pacchi di detrito? Se sì, esprimila in percentuale dividendo il peso finale di ogni pacco per quello iniziale e moltiplicando per 100. Poi calcola la media tra pacchi per ogni fila.

d) Ci sono differenze in peso tra pacchi di ogni fila? Se sì, esse devono essere minime tra loro.

e) Ci sono variazioni in peso differenti tra siti di campionamento? Se sì, è possibile che ciò sia legato ad una eterogeneità naturale dell’ecosistema dovuta a differenze nelle caratteristiche abiotiche (es. pH, ossigeno, temperatura) e/o nelle caratteristiche biotiche ad esempio specie di invertebrati differenti o diversamente abbondanti. D’altro canto, questo potrebbe essere legato ad una alterazione dell’ecosistema legata alle attività dell’uomo.

Se avete la possibilità, confrontate i risultati raccolti con quelli di altre classi o scuole.

CONSIDERAZIONI FINALI

Se osservate una variazione in peso delle foglie particolarmente bassa, questo significa che l’ecosistema impiega parecchio tempo per decomporre la materia organica e, quindi, per liberare nuovamente i nutrienti utili agli organismi autotrofi.

Se l’abbondanza e la diversità delle comunità bentoniche è particolarmente bassa in alcuni punti di campionamento, questo potrebbe essere nella norma, ma potrebbe anche essere una indicazione di stress. Allora, informatevi sulle condizioni generali dell’ecosistema: è per caso impattato (inquinato) in qualche punto?

Se tutti i piccoli organismi che osservate scomparissero a causa di stress dovuti alle attività dell’uomo, cerca di ipotizzare cosa accadrebbe alla materia organica. Ed ora, prova anche a descrivere le possibili conseguenze che si avrebbero se il percorso della riciclizzazione venisse interrotto.

Ricordati di riportare gli invertebrati in natura!

NOTE:

Se vivete in un’area in cui è difficile reperire la cannuccia palustre, ricordate che potete sostituirla con qualsiasi altra risorsa vegetale che sia particolarmente abbondante nell’ecosistema in cui intendete condurre l’esperienza.

Se avete qualche difficoltà a reperire alcuni dei materiali necessari, ricordate che potete sostituirli con altro materiale più facilmente reperibile. Ad esempio:

- la rete in nylon con sacchettini ricavati dalle reti di patate o cipolle

- i galleggianti con bottiglie in plastica colorate

- le zavorre con piccole pietre che inserirete nella rete

- la carta bibula con semplice carta assorbente

- le spruzzette con bottigliette in plastica bucate sul tappo

- le piastre Petri con piccoli piattini in plastica trasparente

- i barattolini in plastica con bicchieri in plastica trasparente

- le pinzette per la raccolta degli animali con cucchiai in plastica

TEMATICHE

. modelli matematici in ecologia

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