NICCHIA MULTIDIMENSIONALE
Per
meglio visualizzare il concetto di ‘nicchia
multidimensionale’ si può immaginare una sfera i cui raggi
costituiscono assi cartesiani rappresentativi delle caratteristiche
fisiche, chimiche, biologiche e comportamentali [= dimensioni della
nicchia], essenziali per la vita e la riproduzione di una unità
organismica. Unendo tra loro, rispettivamente le proiezioni dei
punti che sui raggi identificano i limiti massimi e minimi di
tolleranza per i fattori ambientali e le massime e le minime
potenzialità biologiche [ampiezza del territorio, quantità di
nutrimento utilizzato ecc.], si ottiene un teorico volume od
ipervolume. Questo è assimilabile ad una corona sferica che
rappresenta graficamente ed è proporzionale alla nicchia ecologica
dell’unità organismica considerata.
Questa visione della ‘ nicchia multidimensionale’, consente precise
misure e trattazioni matematiche di tipo modellistico idonee a
manipolazioni ed a valutazioni previsionali, sia di tipo ecologico
che evoluzionistico, con particolare riguardo ai rapporti tra specie
in competizione od in rapporto preda/predatore. Come è stato fatto
notare dal biologo americano MacArthur (1968), il termine ecologico
‘nicchia’ è parallelo al termine genetico ‘fenotipo’. Entrambi,
infatti, coinvolgono un numero molto ampio di attributi, misurazioni
piuttosto simili e sono egualmente utili per determinare differenze
tra individui e/o specie. La differenza più importante tra i due
termini risiede nel fatto che la nicchia è più una qualità
dell’ambiente, mentre il fenotipo è una qualità dell’individuo.
Comunque, come per il fenotipo, la completa determinazione della
nicchia, nella concezione ipervolumetrica, è praticamente piuttosto
difficile e resta, quindi, un concetto astratto. Più spesso si tende
perciò a determinare quantitativamente soltanto alcune combinazioni
tra i valori limite delle dimensioni di nicchia più importanti
(spazio, cibo, temperatura, umidità) per la vita e la riproduzione
dell’organismo in studio. Si ottiene così una rappresentazione, che
sebbene limitata, è più trattabile e può essere sufficiente a
paragonare tra loro specie anche molto simili che vivono insieme
nello stesso habitat. Ad esempio, considerando una specie
immaginaria per la quale siano solo uno, due o tre i fattori (=
dimensioni) importanti (= limitanti) per la sua esistenza, è
possibile stabilire il tratto (se una dimensione), l’area (se due
dimensioni) od il volume (se tre dimensioni) di nicchia, individuati
dalle combinazioni di condizioni entro cui la specie in oggetto può
perpetuare se stessa. Se, per la specie considerata, ad esempio un
uccello insettivoro, le dimensioni limitanti sono: la dimensione del
cibo, la temperatura e la quota di volo, una volta individuati i
limiti massimi e minimi di tali dimensioni si può rappresentare
graficamente la nicchia a seconda delle necessità nei tre modi
mostrati in figura 2a, b, c.

Figura 2. Rappresentazione diagrammatica della
nicchia di una specie che può utilizzare ciascuna dimensione entro i
limiti indicati da ciascun tratto. a = nicchia monodimensionale, b =
nicchia bidimensionale, c = nicchia tridimensionale (Modificato da
Emlen, 1973). s = ampiezza m = media
La nicchia ecologica è, quindi, un ipervolume, dove ogni
dimensione rappresenta una variabile ambientale ossia la nicchia è
uno spazio ecologico a n dimensioni.
Se consideriamo una singola dimensione di nicchia rappresentata da
una variabile continua (es. temperatura, dimensione della preda,
ecc.) lo spazio di nicchia per quella dimensione può essere
rappresentato, per una singola specie, da una curva con
distribuzione normale o a campana. I principali descrittori della
curva saranno la media e l’ampiezza. L’ampiezza di nicchia di una
popolazione (o di una specie) è quindi una misura del suo grado di
specializzazione nell’utilizzazione della risorsa. Tale parametro
tende a modificarsi in modo da realizzare un’ottimizzazione delle
risorse disponibili. Su questo aspetto si tornerà nel paragrafo
successivo.
Un contributo importante, presente nella teoria di Hutchinson,
consiste sicuramente nella distinzione tra nicchia fondamentale e
nicchia realizzata, intendendo con quest’ultima una sezione della
prima, riflettente solo gli adattamenti realizzati e non le
potenzialità genetiche. Più esattamente, la ‘nicchia fondamentale’ è
identificabile con il massimo ‘ipervolume teorico occupato’ quando
la specie non è inibita dalla competizione con altri e la ‘nicchia
realizzata’ è un ‘ipervolume più piccolo’ occupato dalla specie
sotto stress biotici. In altre a parole, la nicchia fondamentale è
la nicchia massima teorica occupata da una specie in condizioni
ideali, cioè in assenza di competizione (senza predatori) e con
risorse non limitanti, mentre la nicchia realizzata è quella
realmente occupata da una popolazione e la cui ampiezza è minore a
causa della competizione interspecifica
La teoria della nicchia, evolutasi attraverso studi empirici e
modellistici, presenta oggi aspetti di notevole interesse rispetto
al successo riproduttivo ed al fenomeno di utilizzazione e
ripartizione delle risorse.