ORIGINI DEL CONCETTO DI “SVILUPPO SOSTENIBILE”
La
storia dell’origine del concetto di Sviluppo Sostenibile risale a
parechio tempo fa. Infatti, nell’ultimo decennio del diciannovesimo
secolo si ha traccia di discussioni tra Thomas Malthus, sostenitore di
teorie “apocalittiche” sul futuro della specie umana, e Marie Jean
Antoine Condorcet, che prevedeva, invece, un’epoca in cui gli esseri
umani avrebbero saputo che, se un dovere avevano verso le generazioni
future, questo era di dar loro la felicità, non la semplice esistenza.
Più formalmente, l’origine del concetto di
Sviluppo Sostenibile risale alla metà degli anni Sessanta; anni in
cui le diverse colonie europee in Asia ed in Africa riconquistavano
la loro indipendenza e, con essa, la completa sovranità sulle loro
risorse naturali, almeno da un punto di vista formale.
Tra queste, naturalmente, le grandi riserve di caccia costituite nel
corso dei decenni dai governi coloniali come fonte di introiti dallo
sfruttamento dei diritti di caccia per il turismo internazionale di
alto livello. Proprio questo fatto, unito alla necessità, da parte
dei nuovi governi nazionali, di assicurarsi una fonte di introiti di
valute pregiate, portò alla formazione del concetto di sviluppo
sostenibile, visto come l’unica possibilità per avviare uno sviluppo
economico delle zone rurali africane. In pratica, si aveva la
necessità di trovare una base culturale e concettuale che coniugasse
insieme il ritorno delle grandi tradizioni rurali africane con le
nuove politiche conservazionistiche che si andavano imponendo nei
paesi occidentali.
Ad ogni modo, l’espressione “sviluppo sostenibile” fa la sua
comparsa nel testo della convenzione firmata da trentatré paesi
africani nel 1969, sotto gli auspici dell’International Union for
Conservation of Natura.